2: Ridimensionare?

L’articolo originale “Image resolution part 2: Why ?” è stato pubblicato il 23 Aprile 2016 da Gerald Bakker, fotografo e ritoccatore amatoriale Olandese che mi ha gentilmente permesso di pubblicarne la traduzione su Labcolor.

2: Perchè ?

Il perché della

Nel primo articolo, Le basi, abbiamo visto alcune considerazioni tecniche e matematiche: I tre valori della risoluzione sono:

  • Numero di pixel: la quantità di pixel orizzontalmente e verticalmente
  • Dimensione dell’immagine: la dimensione fisica dell’immagine
  • Risoluzione: la quantità di pixel per unità di lunghezza

A cosa servecambiare la risoluzione. Un’immagine ha un certo numero di pixel, perché non la lasciamo stare? Per molti motivi, ma sostanzialmente per uno: le dimensioni. Un’immagine a dimensioni ridotte (nota, non la risoluzione!) significa un file più piccolo, meno utilizzo della memoria, meno spazio su disco, gestione e trasmissione più veloce, ecc.

Ma c’è di più. Ci sono casi in cui la risoluzione reale – pixel per pollice o quello che è – è importante. Esistono situazioni in cui servono più pixel, indipendentemente dalle dimensioni del file.

Per determinare dimensioni e risoluzione ottimali di un’immagine, ciò che conta è l’output a cui l’immagine è destinata. Certi output richiedono file più piccoli, altri più grandi. Certi output richiedono una determinata risoluzione. Distinguiamo tre categorie: web, stampa e altro.

Seascape
IJburg, Amsterdam

Immagini web

Innanzitutto, consideriamo un’immagine per un sito web. Un monitor ha una larghezza compresa tra 1000 e 2000 pixel, quindi 500-1000 pixel per lato sono più che sufficienti. Le mie sono solitamente sui 400×600 pixel. Per un portfolio vanno bene 600×900 pixel. È tutto. 600×900 pixel occupa poco più di 0,5MP. pensa ai 12-24 MP che escono dalla maggior parte delle fotocamere. Ne basta una frazione per il web.

Se non la ridimensioni c’è il rischio di scaricare un’immagine da 24 ogni volta che qualcuno apre la pagina. Pessimo in termini di spazio richiesto sul server e pessimo in termini di traffico di rete e di velocità di caricamento della pagina. Ovviamente, la storia è diversa se hai bisogno di mostrare i minimi dettagli dell’immagine, ad esempio per dimostrare le capacità del sensore della macchina. 

Nota che ho solo menzionato la prima misura della risoluzione (il numero dei pixel). E le altre? Ha importanza la risoluzione (ad esempio, i pixel per pollice, PPI) che utilizzo durante il caricamento delle immagini sul web?La risposta è no. Osserva la figura 1 qui sotto. Due versioni dello stesso originale, ciascuna ha lo stesso numero di pixel (400×600), una salvata a 50 PPI, l’altra a 200 PPI.

sea 50 ppi
Figura 1: 200 ppi.
200 ppi
Figura 1: 50 ppi.

Noti qualche differenza? Direi di no. Infatti non ce ne sono.

In teoria, quella a destra dovrebbe misurare 8×12 pollici, quella a sinistra 2×3 pollici. In pratica, non funziona così. Quando creo le mie pagine web, io decido le dimensioni delle immagini. Nell’esempio sopra, ho deciso che dovevano avere la stessa dimensione. Questa scelta viene codificata in HTML e ogni browser la visualizzerà di conseguenza. La risoluzione effetytiva non viene considerata. Se le due versioni hanno pixel suggicienti (e li hanno), non c’è alcuna differenza visibile.

Naturalmente, la storia è diversa se servono tutti i dettagli possibili, ad esempio per dimostrare le capacità del sensore della macchina. Carica tutti i pixel che hai a disposizione e non prendere nemmeno in considerazione il downsampling.

Risoluzione di stampa

In stampa è tutta un’altra storia. Certo sappiamo a che dimensioni va stampata (non in pixel ma in unità fisiche). Diciamo 10×15 cm o 4×6 pollici. Diciamo quindi che abbiamo un’immagine da 24 MP (4000 x 6000 pixel) che vogliamo stampare in formato 10×15 cm. Di quanti pixel abbiamo bisogno? Bisogna ridimensionare o possiamo tranquillamente lanciare la stampa?

In teoria, la risposta è: basta lanciare la stampa. In pratica, … beh, non ne sarei così sicuro.

Per capire il principio, devi sapere che una stampante ha una cosiddetta “risoluzione nativa “. Basta consultare la documentazione o chiedere al laboratorio di stampa. Questa risoluzione è – abbastanza sorprendentemente – specificata in PPI (non in DPI).

Per la maggior parte delle stampanti a getto d’inchiostro questo valore è 300 o 360, ma potrebbero esisterne altri. Quindi, indipendentemente da ciò che le dai in pasto, lei stamperà alla sua risoluzione nativa. Il PPI è una proprietà fisica di una stampante, correlata con le dimensioni degli ugelli dell’inchiostro o cos’altro.

Nota che questa cifra non corrisponde ai punti per pollice (dots per inch). La stampante può emettere più punti per rappresentare un pixel. Ma questa è la tecnologia di stampa e non ci deve interessare. L’unica cosa che conta quando si stampa un’immagine – sono i PPI. In figura 2 puoi notare la differenza tra PPI (a sinistra) e DPI (a destra). (Grazie a wikipedia.)

Torniamo al nostro esempio. Abbiamo un’immagine da 4000×6000 pixel e vogliamo una stampa da 10×15 (4×6 pollici). Se non la ridimensioniamo, la risoluzione è di 1000 pixel per pollice. Che succede quando inviamo un’immagine a 1000 PPI ad una stampante a 300 PPI?

La risposta: il driver della stampante scarta un po’ di pixel. Il driver converte 10 pixel in 3 pixel. L’immagine a 1000 PPI diventerà un’immagine a 300 PPI, mantenendo inalterate le dimensioni fisiche. (Dopo tutto, hai chiesto al driver di stampare 10×15). Avremo un file effettivo di 1200×1800 pixel che verrà inviato alla stampante.

DPI_and_PPI
Figura 2: pixels a sinistra e punti (dots) a destra

Questo processo degraderà la qualità di stampa? Ne dubito, forse. L’alternativa fare il downsizing in , Lightroom o quello che è. I risultati potrebbero essere migliori o forse peggiori, impossibile dirlo.

L’upsizing è diverso. Supponiamo di inviare un’immagine a 100 PPI a una stampante da 300 PPI. In questo caso il driver di stampa effettuerà un’interpolazione. Per ogni pixel, ne servono altri due in più.

Non sorprende che la qualità ne risenta. Molti fattori concorrono al risultato finale: molto dipende da quanto viene ingrandita. Ma in generale, è una cattiva idea lasciare che il driver ingrandisca l’immagine.

In figura 3 puoi vedere il sovracampionamento. In questo caso, ho eseguito prima il downsampling della figura 1 a 100 PPI e poi l’ho riportata a 300 PPI. I pixel sono stati prima eliminati e poi reinventati. Nota la perdita di dettagli.

Figure 3: 100% of the original (right) compared to 300% upsampled (left)
Seascape

Ancora una volta, se dobbiamo ingrandire molto dipende dalla qualità del software usato.

Salva per uso locale

Un’immagine si può anche utilizzare in un contesto diverso, es. in Word, Excel, o altri software Adobe ecc. Credo che questi casi siano simili al salvataggio per il web, ma c’è un problema. Ho salvato due versioni di una stessa foto. Entrambe con le stesse dimensioni, 900 x 600 pixel, ma una a 300 ppi e l’altra a 50 ppi. Applicando la solita formula, la prima misura 3×2 pollici, la seconda 18×12.Poi le ho inserite in Word. La figura 4 mostra il risultato.

Figura 4: un'immagine a risoluzioni diverse importata in Word

Caspita, qui le immagini seguono le loro dimensioni fisiche. Oppure? Beh, non proprio. Ricordi la dimensione della seconda immagine: 18×12 pollici (45×30 cm). Questa è decisamente più grande di una pagina Word. Quindi cosa succede? Word ridimensiona automaticamente l’immagine.

Guarda la figura 4: quale delle due ha più pixel? La risposta è sorprendentemente: quella a sinistra. L’immagine più grande (ricorda, partendo da un uguale numero di pixel) viene ridimensionata da Word per adattarla alla pagina. Ergo: meno pixel, anche se di dimensioni maggiori. Possiamo verificare facilmente questa affermazione salvandole entrambe e confrontando le loro dimensioni in pixel.

Ora supponiamo di usare Word per ridimensionare la seconda immagine per farle diventare uguali. Vedi figura 5.

Figure 5: La stessa della figura 4, ma la seconda ridimensionata in Word

Ridimensionate in questo modo, cosa succede al numero di pixel? Niente. Word mantiene le immagini così come sono, semplicemente le visualizza diversamente. Come per il web. La dimensione fisica reale è determinata dall’utente, non dall’immagine stessa. Alla fine, l’unica cosa che conta è il numero di pixel.

Quanto segue può aiutare a chiarire il punto:

  • Ingrandisci un’immagine 100×100 pixel (pochi pixel)a ricoprire un’intera pagina, le dimensioni del file rimangono piccole ma l’immagine diventa pixellata

  • Metti un’immagine di 3000×3000 pixel su un angolino di una pagina (troppi pixel) e sembra a posto, ma il file sarà inutilmente pesante

Quello che conta è sempre il numero di pixel — quanti pixel ci sono in un’immagine. Tale numero deve essere adeguato all’uso che se ne vuol fare. Solo in caso di stampe eccellenti può essere importante una risoluzione esatta in termini di pixel per pollice.

Gerald Bakker, 23 April 2016

Traduzione 10 giugno 2018